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domenica 25 dicembre 2011

E' Ufficiale Cozzolino Sindaco di Boscotrecase si candida in nome del Brigante Cozzolino detto Pilone.


Nella foto il Coordinatore nazionale Adriano La Femina Lega Sud e Domenico Cozzolino delegato Resp.giovanile a livello Provinciale del comprensorio partenopeo i due annunziano la candidatura di Domenico a Sindaco di Boscotrecase ai giornalisti del quotidiano Oggi al Grambinius di Napoli uno dei bar piu' importanti di Napoli adiacente a Piazza del Peblicscito(Art.uscito in edicola il 5/03/2012



Nella foto il Brigante Cozzolino attuale candidato a sindaco di Boscotrecase annuncia la sua candidatura il giorno di Natale esattamente come Nella notte di Natale del 1130, l'antipapa Anacleto Il incoronò Ruggiero il Normanno(Federico Secondo di Svevia)è nel nostro simbolo politico che trovate e troverete sulle schede elettorali per chi non l'ha ancora capito) re delle Due Sicilie, incoronazione confermata poi dal Papa Innocenzo Il nel 1139.

A destra il Brigante Cozzolino (brigante devoto) che 150 anni fa si oppose per 10 anni dando la vita per difendere la Patria Meridionale (Regno delle Due Siclie) dall'occupazione sabauda filo massonica inglese per ben 10 anni ecco la sua storia sul seguente link:http://www.brigantaggio.net/brigantaggio/Briganti/Cozzolino.htm





E' ufficiale Domenico Cozzolino appena ventitreenne è il primo ad annunciare la sua candidatura a sindaco del comune di Boscotrecase si,proprio lui che ha il cognome del Brigante del Vesuvio il grande Antonio Cozzolino detto Pilone.
Fummo noi del cordinamento nazionale dei giovani del sud,ad effettuare una ricerca capillare sulle gesta di "Pilone" circa 3 anni fa come riportato sul nostro sito blogger in data martedì 5 agosto 2008!Da allora ci fa piacere che le visualizzazioni sul nostro blogger riguardo l'articolo dedicato al partigiano dell'allora sciolto Regno delle Due Sicilie ha superato le 8000 visite ma siamo amaregiati in quanto ci sono stati dei furbi che effettundo delle riceche hanno si collaborato alla diffusione della storia di un Uomo come il Brigrante Pilone da tenere come esempio ma codesti autori non ci hanno mai tenuto in considerazione ne scritto,ne invitati.

Ad esempio nel mese di giugno di quest'anno a Boscotrecase come potrete vedere su you tube,l'attuale sindaco Agnese Borrelli,si fa intervistare nella sala consiliare perchè è stato pubblicato in quel periodo un testo dal titolol'ultimo brigante del sud di un codesto Gabriele SCarpa e i personaggi locali pur sapendo che noi meridionalisti attivi nel vero senso della parola siamo ormai presenti da piu' di 4 anni nel comprensorio vesuviano essendoci candidati in prima persone sia alla Camera e il Senato nel 2008 ,sia alle Proinciviali di Napoli del 2009 ,sia alle regionali nel 2010 ottenendo voti e considerazioni,non si sono degnati nemmeno di un invito segno questo che fanno ciò solo per immagine e lucro proprio al movimento fasullo dei neo-borbonici che parlano ,parlano del passato ma non hanno ne alternative ne presentono progetti per il territorio ,ne si candidano per la rinascita socio-culturale della nostra amata terra!

Cari Neo-birbonici siete ridicoli perchè la storia del nostro amato meridione va concepita in modo universale ,si deve partire dall'età della pietra e arrivare al 2011!Nel territorio di Boscotrecase di sono succeduti per prima il popolo degli "OSCI" detti anche Oschi (e, impropriamente, "Opici"), erano una popolazione indoeuropea di ceppo sannitico della Campania antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro; la caratterizzazione del popolo è soprattutto di tipo linguistico: Osci erano infatti i popoli parlanti la lingua osca!

I cittadini di Boscotrecase devono sapere se vogliamo parlare di geostoria che la lingua osca che si parlava dal V secolo a.C. quindi anche nel territorio del comune di Boscotrecase è la piu' conservatrice delle lingua italiche se non la piu' antica Per esempio, il verbo latino volo, volui, velle, ed altre forme simili provenienti dalla radice del Proto-indoeuropeo * wel ('volere') erano rappresentati da parole derivate da *gher ('desiderare'): l'osco herest ('desidererà, vorrà') in contrasto con il Latino vult. Il latino locus (luogo, posto) era assente e rappresentato forse da slaagid, hapax presente nel Cippo abellano variamente etimologizzato e recentemente ricondotto a un toponimo sovrapponibile alla antica forma osca[1].

La fonologia osca ha anche evidenziato differenze dal latino: in osco 'p' al posto del 'qu' latino (osco pis, latino quis); 'b' al posto della 'v' latina; 'f ' mediale invece della 'b' e della 'd ' (osco mefiai, latino mediae).

Considerato il più conservatore di tutte le lingue italiche conosciute, l'osco rivaleggia solo col greco nel mantenere intatto il sistema ereditato di vocale+i dittonghi.

Permangono ancora iscrizioni in caratteri greci, etruschi e latini in Campania.

Iscrizioni osche si possono ancora riconoscere su alcune facciate di case ed edifici negli scavi archeologici di Pompei, cittadina dove in epoca romano-repubblicana veniva ancora parlato l'osco.

Una ricca collezione di iscrizioni osche è - di conseguenza - conservata nel Museo archeologico nazionale di Napoli, nella sezione Epigrafica.

Molte parole dialettali attualmente utilizzate nelle varie zone della Campania presentano elementi di sostrato di derivazione osca.

Infatti poiché nell'alfabeto degli osci non esistevano le vocali "a" ed "o" esse venivano soppiantate, rispettivamente, dalla "e" e dalla "u".

Cosa voglimo dire con ciò?Che l'attuale idioma o lingua che attualmente noi parliamo deriva dal quel popolo che abitava l'antica Ausonia(Le prime colonie Greche, stanziatesi nel territorio italiano, incontrarono 3 grandi popolazioni: Ausoni, Enotri e Japigi. Di origine indoeuropea, gli Ausoni, esistevano già intorno al 1600 a.C., cioè all'inizio del Bronzo medio. L'Ausonia era il loro territorio, si estendeva dal basso Lazio fino alla Calabria, abitavano le terre della Campania fino al fiume Sele;) sia con l'occupazione Greca che romana,la lingua che si parlava nel territorio di Boscotrecase era l'osco e ancora oggi è cosi infatti se ci fate caso noi quando parliamo dialetto ci mangiamo le vocali ad esempio tavolo (u tavl),barca(barc) cio' perchè nell'affabeto osco non esistevano le vocali latine ed etruche A-E -I-O-U!!!

INOLTRE NON TUTI SANNO CHE IL GRANDE SPARTACO (gladiatore romano che capeggiò una rivolta di schiavi, la più impegnativa delle guerre servili che Roma dovette affrontare: viene per questo motivo soprannominato "lo schiavo che sfidò l'impero".)Questo successo militare ottenuto grazie all’esperienza militare di Spartaco ed alla sua sagacia tattica fece accorrere tra le sue fila un enorme numero degli schiavi fuggitivi, pastori e contadini poveri dei dintorni del Vesuvio, sicché la cinta d’assedio posta intorno al Vesuvio fu spezzata e più legioni romane finirono per essere successivamente e nettamente sconfitte in Campania.

cOSA VUOL DIRE?CHE NEL TERRITORIO VESUVIANI DI bOSCOTRECASE CI FU IL GRANDE SPARTACO E QUESTO NELLE SCUOLE LOCALI DEVE ESSERE INSEGNATO E PROMOSSO PERCHè PUO ESSERE ANCHE UN'ATTRAZIONE TURISTICA.

Andiamo avanti,se guardate qualsiasi atlante geografico in scala si nota Boscotrecase sia sempre presente e non comuni di popolazione superiore come Angri,Boscoreale,Nocera ecc...cio perche il territorio del comune di Boscotrecase arria e si delimita fino al cratere del vulcano piu' famoso del mondo simbolo e stereotipo di Napoli nel mondo!Ma realmente chi sa ste cose chi le promuove chi attualemente dell'aministrazione comunale di Boscotrecase crede nella storia per progettare il futuro?

Non di certo i politichesi attuali ma noi giovani lega sud ,partito del sud ,il Grande sud noi che candidiamo Domenico Cozzolino un giovane pulito ,sempliche ,con ideali,un giovane che si candida per la prima volta e lo fa come primo cittadino ,un giovane che mentre le cronache nazionali di questa Italia ormai allo sbando dei valori e del lavoro era lui realmente e fisicamente che frequentava la signorina che nemmeno pubblicizioamo ma che si dice aveva rapporti con il Sig.Silvio Berlusconi!

Non non ci frega ne di Silvio che ha anticulturalizzato il popolo italico con la sua politica antimeridionale - padana e televisiva con programmi che in 20 anni hanno bruciato l'entita socio culturale dei giovani attuali con programmi massonici che solo ignoranti possono seguire come uomini e donne ,grande fringuello ecc...

Quindi Cozzolino Sindaco in nome di Pilone ecco la storia di un brigante non l'ultimo del sud come hanno raccontato i neo borbinici ma uno di noi perche anche noi ci sentiamo briganti ma siamo quelli del 2011 :
In una situazione di grave malessere sociale ed economico s’innestarono dei fatti politici, come lo scioglimento, da parte di Garibaldi, dell’esercito napoletano che tolse agli ex soldati di Francesco II ingiuriati e derisi, ogni possibilità di reinserirsi nella vita civile e li rese disponibili a qualsiasi avventura; il licenziamento, da parte del Governo italiano, dell’esercito garibaldino che nel frattempo si era ingrossato con l’accorrere di delinquenti comuni, falsi liberali, evasi dalle carceri, mendicanti, vagabondi e montanari affamati che speravano di ottenere il condono e l’assunzione in servizio regolare (provvedimento in se stesso onesto che fece, però, aumentare il numero degli sbandati e il vuoto delle forze militari); l’aggravamento delle imposte e l’estensione anche al Sud della coscrizione militare obbligatoria che allontano dal lavoro molti giovani e peggioro le condizioni economiche delle famiglie.
Molti meridionali si convinsero sempre più che il nuovo Governo non sapeva comprendere le necessità del Mezzogiorno. Frattanto lo spodestato Francesco II, da Gaeta prima e dopo la caduta di questa, dal suo rifugio romano, risolse di adoperare gli scontenti meridionali per una guerriglia contro l’usurpatore piemontese, cercò di organizzarli per riconquistare il suo regno, con l’appoggio dello Stato Pontificio ostile all’unita nazionale, che forniva armi e denaro. I ”cafoni” aderirono e divampò cosi il brigantaggio, un male antico affidato gia all’iniziativa di pastori e contadini affamati che si davano alla macchia per assalire e spogliare la gente, saccheggiare, sequestrare e imporre taglie, e che ora assumeva carattere politico. Le bande dei fuorilegge divennero numerosissime nell’Abruzzo, nel Molise, nella Terra di Lavoro, nel Matese, in Capitanata, in Basilicata, in Calabria; furono formate da uomini decisi, rotti ad ogni avversità, guidate da capi famosi per la loro audacia (fra i tanti il Crocco, ex pastore e disertore, di cui abbiamo recentemente rivissuto le gesta nello sceneggiato televisivo ”L’eredita della priora”).
Il brigantaggio fu considerato dal Governo italiano un’esplosione di delinquenza e di insubordinazione politica e venne perciò combattuto con estrema energia, con l’intervento di veri eserciti di soldati e di carabinieri ed ebbe il carattere, dal 1861 al 1870, di una vera guerra civile, con migliaia di morti fra le due parti combattenti e fra i cittadini, fucilazioni in massa, deportazioni, distruzioni di interi paesi e incendi di foreste. Anche la zona vesuviana ebbe il suo bravo brigante. Antonio Cozzolino nativo di Boscotrecase, detto Pilone per la sua villosità e per la folta barba, fu prima scalpellino della pietra vesuviana. Fu arrestato una prima volta a causa di alcuni dissidi avuti col comandante della guardia urbana di Boscotrecase per porto d’armi abusivo, poi liberato. Nel 1860 in Sicilia, quale soldato dell’esercito napoletano, combatté contro i Mille di Garibaldi e compi un atto di valore col prendere in battaglia una bandiera ”piemontese” che venne esposta poi nella Reggia di Portici. Dopo l’annessione del Regno delle Due Sicilie si fece brigante di Sua Maestà borbonica e con la sua banda infesto tutta la zona vesuviana, fra Ottaviano, Boscotrecase, Boscoreale, Torre Annunziata e Torre del Greco. Aveva ottima conoscenza del Vesuvio e delle numerose cavità laviche che fungevano da nascondiglio e per parecchio tempo riuscì a nascondersi e a non farsi prendere dalle forze dell’ordine. Xel 1861, in piazza Annunziatella a Boscotrecase, assali e sequestro in pieno giorno il marchese Avitabile, direttore del Banco di Napoli, che aveva una villa poco distante dai Camaldoli e passava di li in carrozza; fece poi sapere alla fami- glia che questi sarebbe stato ucciso se entro tre giorni non gli fosse stata versata la somma di 20 mila ducati tutti in oro; indico il modo con cui la persona incaricata di portare il danaro avrebbe potuto raggiungere lui, cioè Pilone.
La famiglia Avitabile non era in grado di mettere insieme tutto ad un tratto la somma e ricorse a parenti ed amici. Un amico ebbe l’incarico di portare il denaro richiesto nel luogo indicato, quasi sulla cima del Vesuvio e pensando di far risparmiare agli Avitabile parte di esso, nascose 10 mila ducati e si presento al brigante. Trovo questi con tre o quattro dei suoi che lo aspettava: all’offerta del venuto, il Pilone si ritiro in di- sparte per deliberare coi suoi, poi torno dicendo che si accontentava. Stese a terra il mantello e il denaro fu contato. Poco dopo comparve il marchese. ”Potete andare - disse Pilone - e perdonateci”. Il marchese e l’amico erano gia lontani quando furono richiamati, con sommo sgomento, da uno dei briganti. ”Ecco il vostro fucile - disse questi al marchese - ve lo riporto acciocché non diciate che siamo dei ladri”. Lo stesso Pilone assalì, sulla strada che porta al Vesuvio dal versante di Boscotrecase, il corteo con l’allora principe Umberto di Savoia il quale non venne maltrattato, ma fu spogliato di tutto ciò che aveva e rimandato indietro.
Occupo poi, per stabilirvi il suo quartier generale, la Villa delle Ginestre in Torre del Greco, che apparteneva ai Ferrigni, nobile famiglia napoletana che aveva ospitato li il poeta Leopardi fra il 1836 e il 1837. Enrichetta Carafa Capece-Latro, che ebbe come nonna materna Enrichetta Ranieri sorella di Antonio che fu amico del poeta recanatese e come nonno materno Giuseppe Ferrigni, proprietario della villa torrese, in un libretto che fa la storia della stessa villa, racconta che il brigante minaccio con le pistole il guardiano e la moglie, costringendoli ad aprire la casa; che la banda, venuta a sapere poi dell’avvicinarsi della gendarmeria, si allontanò e che i due guardiani furono arrestati per favoreggiamento e condannati a dieci anni di carcere che scontarono. ”Ricordo - scrive la Carafa dopo molti anni - di aver visto in casa di mia nonna i due vecchietti usciti dal carcere. Io, bambina, li guardavo con un misto di curiosità e di terrore. L’uomo non parlava, ma la donna, una vecchietta arzilla, col viso grinzoso come una mela d’inverno, raccontava vivacemente la loro terribile avventura. ’Bisogna compatirci, diceva; se li aveste veduti quei diavoli! Da una mano avevano la pistola e dall’altra una borsa piena d’oro’. Dopo molti combattimenti contro i ”piemontesi”, rapi- menti ed imprese, Pilone fu costretto a lasciare il napoletano e a rifugiarsi nello Stato Pontificio dove si recavano tutti quei briganti che cercavano un luogo sicuro in caso di pericolo. Qui, pero, fu incarcerato. Riuscito ad evadere, fu ospitato da Francesco II nel palazzo Farnese e rimandato nel 1869 a Napoli perché riprendesse la sua criminosa attività. Tradito da un compagno, il 14 ottobre 1870, a Napoli cadde in un agguato tesogli dalla polizia napoletana. Scontratosi con gli agenti nei pressi dell’Orto Botanico in via Foria, tenne testa coraggiosamente agli assalitori; ma colpito da una pugnalata sotto il cuore da un appuntato di P.S., tenendosi la mano sinistra sulla ferita, cerco con la destra armata di pugnale di colpire il suo feritore ed una guardia accorsa, Ridotto all’impotenza, fu caricato su una carrozza e trasportato in Questura ove spiro poco dopo. Intorno al collo gli venne trovato un abitino (un sacchettino di stoffa che la gente del popolo porta per devozione con qualche reliquia) dentro il quale furono trovate immagini di santi; in tasca aveva un pezzetto di carta sul quale fu scritto ”Antonio Cozzolino io sono figlio della Madonna Addolorata perché in cielo ce il signore che più di esso ce il padrone”. Nel portafogli aveva 40 lire e un abicì seguito dalla dottrina cristiana (Pilone era devoto a modo suo). Finita nel vicolo cieco della violenza fine a se stessa, la guerra dei briganti era fatalmente destinata alla sconfitta, anche perché la protesta si esplicava in senso contrario alla storia, cioè a favore dell’assolutismo borbonico e contro gli istituti liberali e l’idea unitaria che avevano ormai trionfato in Italia.


Informiamo che 2 settimane fa il segretario Nazionale della componente parlamentare lega sud ,noi per il partito del Sud ,Il grande sud l'On.Gianfranco Vestuto è stato nella nostra sede ufficiale a Bosco e conoscendo personalmete Domenico Cozzolino,gli ha dato fiducia a portare avanti e promuovere questa battaglia per cacciare via l'attuale classe dirigente boschese vecchia ,corrotta,ignorante e che non da spazio ai giovani da circa e piu di 20 anni!!!!!!!!!!

Tra due giorni a Napoli ex capitale delle due Sicilie ci sarà una festa in onore sia di Pilone Cozzolino sia del nuovo pilone Cozzolino che si candida a Sindaco tutto cio nella sede nazionale del nostro movimento meridionalista sita al Vomero ,Piazza San Luigi!Saranno presenti giornalisti e le telecamere di Teleakery la tv napoletana che parla in napoletano e telecapri la tv che piu' funziona nel sud.

Inoltre ci sara in diretta streming sulla tv web ausonia tv ecco il link:http://www.ausonia.tv/
Cozzolino avrà anche il suo sito ufficiale!!!

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